La storia boxeristica di Corrado Baglieri comincia nel 2004 quando partecipa quasi per gioco alla prima esposizione cinofila a Rosolini e ne esce deluso per l’insuccesso del suo soggetto.

Documentatosi sugli allevamenti di boxer nazionali più prestigiosi, vede che i soggetti dell’ allevamento del Colle dell’Infinito conquistano a vari livelli, diversi titoli, per cui decide di acquistare un soggetto proveniente da quelle linee di sangue. Ma Recanati “era” lontana ed allora  si guarda un po’ intorno e si rende conto che lo stesso sangue scorre nelle vene dei boxer Sikili, a 10 chilometri da casa sua.

Recatosi a Scicli senza ben sapere dove cercare, così per caso si imbatte proprio nel signor Minauda, gli si presenta e gli manifesta l’intenzione di acquistare un suo cucciolo.

boxer-delle-terre-di-sicilia-storyAl momento disponibile risulta esserci una cucciola fulva, che tuttavia Minauda sconsiglia a Baglieri, avendo capito quali sono le sue pretese. Tuttavia, l’ansia e la voglia di avere hic et nunc un soggetto da esposizione, inducono Baglieri ad essere precipitoso e a prendere quella cucciola, la cui vita ha purtroppo un tragico epilogo causa la leishmaniosi. A questo punto Minauda, vista la grande passione quasi maniacale mostrata da Baglieri, gli propone in affidamento una cucciola che sarà alla base del futuro lavoro in allevamento: Sikili Ginevra. Comincia così una fattiva collaborazione che ha portato varie volte Minauda e Baglieri ad effettuare diversi prestigiosi accoppiamenti sotto l’affisso Sikili e a raggiungere ripetutamente Recanati e l’estero per monte ed esposizioni. Immancabili i campionati dell’anno del BCI ed alcune manifestazioni ATIBOX. I sacrifici sono tanti e i risultati non arrivano subito, poiché si deve fare un lavoro mirato nel tempo e la razza è tra le più difficili da allevare. Le condizioni logistiche non aiutano certo chi vuole avanzare nel campo della cinofilia, come d’altra parte in tutti i campi: purtroppo l’Italia si estende in lunghezza per centinaia e centinaia di chilometri, ma la caparbietà non difetta a Minauda e Baglieri e dopo anni di duro e oscuro lavoro, che per qualche tempo li ha tenuti non molto presenti sullo scenario internazionale, finalmente il traguardo è raggiunto: l’affisso riconosciuto dall’Enci e dalla FCI “Delle terre di Sicilia”.

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